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Mario Ceroli was born in Castelfrentano, Chieti in 1938.
He was educated at the” Art Institute of Rome” and under Pecillo’s tuition he focused most of his work for pottery.
In 1958 won “YOUNG SCULPTURE” award at the National Gallery Modern Art of Rome.
During the 60s he gave a substantial contribution to refresh language patterns leading a path role towards new forms of poor art.
For more than 40 years his genius mind created new forms of art using natural material such as wood, soil, glass, ice and clothes.
He emphasize that simple material could make masterpieces who can harmonically placed among forms and spaces for the human race.
With his wooden shaped figures and his ironical mimicry, Ceroli had translated the abstract idea into concrete form of art.
Right after the first art works such as a nailed tree trunks, Ceroli took precious advices from real life and from advertisement: mid 70s are the right time for the “letters” and wooden giant objects.
It is almost typical of his style the wooden shaped figures lined up in an obsessive way as seen in “The China” in 1966 or placed in small spaces as seen in “Cassa Cristina” 1966.( space is the central theme of his work)
In 1967 Ceroli approached the “poor art”, whose aim is related to forms. During this time Ceroli reviewed big artist’s masterpieces , using the 3d such as :“ La battle of San Romano” by Paolo Uccello. Leonardo's Man , and The Riace's bronze statues.
In the mid 80s the glass layers replaced the wooden ones.
In the same time he realized “The Horse” for the RAI broadcast television main building.
Ceroli had collected his masterpieces in a space of 3000m2, a sort of house-museum, his sculptures seemed to respect the metaphysical universe.
He also approached theatre as the stage designer for the “Teatro stabile” of Turin (Richard III by W. Shakespeare, 1968) and for “La Scala” of Milan( Norma by Vincenzo Bellini)
MONUMENTAL ART WORKS:
· “THE LITTLE ORIENTAL SQUARE” -1972
· “TEATRO 1989” in Portorotondo
· “DIFFERENCE” in the Fiumicino airport international waiting hall 1986
· “THE WINGED HORSE” at Saxa Rubra Rai broadcast television 1987
· “DIFFERENCE” in Vinci 1987
· “GOAL-ITALIA” Foro Italico Roma 1990
· “SILENCE, ATTENTION!” Fortress in Bass Florence 2007
He was also the interior designer for the churches of: Porto Rotondo (1975), and the one Santa Maria del Redentore in Tor Bella Monaca (Rome) both in 1975, and the one in the Centro Direzionale in Naples.
PRIVATE EXIBITIONS :
· S. SEBASTIANELLO Gallery – Rome 1968
· LA TARTARUGA Gallery -Rome 1964 1965 1968
· Il NAVIGLIO Gallery- Milan 1966
· CIVIC MUSEUM OF MODERN ART “- Turin 1968
· GALERIE of BEAUX ARTS - Bruxelles 1969
· B. PARSON’S Gallery- New York 1974
· STUDIO MARCONI – Milan 1982
· ITALIAN THEATRE FESTIVAL -Fondi(Rome) 1989
· MUSEUM OF ART - Fukuyama
· MARIO CEROLI “ Retrospective” – Bari Svevo Castle 2003/2004
· EMMEOTTO Gallery-Rome 2007
SHARING EXIBITIONS:
· MODERN ART NATIONAL GALLERY- Rome 1960
· EXIBITION PALACE HALL - Romae1965
· DORTMUND,BERGEN,COLONIA,OSLO,BELFAST,EDIMBURGH - 1966
· 33RD BIENNALE OF VENICE- 1968
· EXIBITION PALACE HALL –Rome 1970
· FRANKFURTER –Kunstverein 1971
. TRIGON 75- Graz 1975
· 38TH BIENNALE OF VENICE -1976
· CENTRE POMPIDOU Paris- 1980
· 40TH BIENNALE OF VENICE- 1988
· 20TH BEINNALE OF BRAZIL- San Paolo 1989
· 12th FOUR-YEARLY of Rome -1992
· 45th BIENNALE OF VENICE -1993
CEROLI, Mario (Castelfrentano, Chieti 1938). Si forma a Roma presso l'Istituto d'Arte dedicandosi principalmente
alla ceramica sotto la guida di Leoncillo. Nel 1958, vince il premio
per la “giovane scultura” alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di
Roma. La sua comparsa sulla scena artistica romana contribuì a
riformulare il linguaggio caratteristico degli anni '60 e ha aperto la
strada alle poetiche dell'arte povera e alle successive installazioni.
La genialità di Ceroli è stata di lavorare per oltre 40 anni su
materiali naturali, primo fra tutti il legno (ma anche terra, vetro,
ghiaccio, stracci) per esaltare il senso intrinseco delle cose reali,
celebrando il valore simbolico dell’opera.
Ha innalzato la scultura, investendola in una nuova dimensione,
utilizzando materiale naturale e povero, e realizzando un universo
armonioso nella contiguità di materiali, forme e spazi dell’ambiente
umano. Con le sue forme ritagliate nel legno grezzo, le sue citazioni
da icone dell’arte, le sue ironiche mimesi e, poi, con le sue grandi
“rappresentazioni” Ceroli ha reso fisica l’idea, l’ha tradotta in gesto
e in materia.
Dopo i primi lavori, come tronchi d'albero con chiodi infilzati,
Ceroli sfrutta l'espediente di forme e figure ritagliate, legate a
immagini della quotidianità e della pubblicità. La metà degli anni
Sessanta è per Mario Ceroli il periodo delle "lettere" e degli oggetti
in legno "ingigantiti". Diventano uno stilema inconfondibile le sagome
di figure umane ritagliate nel legno grezzo, ripetute in modo ossessivo
come in "La Cina", 1966, o inserite in ambienti in cui lo spazio
diviene il tema centrale tra cui "Cassa Sistina", 1966.
Nel '67 si avvicina all'Arte Povera ma in Ceroli l'uso del materiale
povero è unito alla definizione della forma. In questi anni Ceroli
inizia le rivisitazioni di grandi opere di artisti del passato,
ricostruendo tridimensionalmente "La battaglia di S.Romano" di Paolo
Uccello, "L'uomo di Leonardo", "I Bronzi di Riace" o "i braccianti del
Quarto Stato" di Pelizza da Volpedo.
A metà degli anni Ottanta le lastre di legno vengono sostituite da
lastre di vetro che danno vita a effetti cromatici e contemporaneamente
realizza opere pubbliche come "Il Cavallo" della RAI.
Ceroli ha raccolto in uno spazio di 3000 metri quadrati i suoi lavori,
in una sorta di casa-museo. Le sue sculture come i “Mobili nella Valle”
1966, sembra che aspettino l'uomo in un universo metafisico.
Si accosta alla scenografia teatrale e collabora con il Teatro Stabile
di Torino (per il "Riccardo III" di Shakespeare, 1968) e con la Scala
di Milano (per la "Norma" di Vincenzo Bellini).
Ha realizzato numerose istallazioni monumentali: "Piazzetta
dell’Orientale", 1972 e "Teatro", 1989 a Portorotondo, "Squilibrio",
nella Sala Voli Internazionali dell’Aeroporto di Fiumicino, 1986;
"Cavallo alato", Centro Direzionale RAI di Saxa Rubra, Roma, e
"Squilibrio" a Vinci, ambedue 1987; "Goal-Italia’90", Foro Italico,
Roma, 1990, "Silenzio: Ascoltate!”, Fortezza da Bass, Firenze, 2007.
Ha curato l'arredo della chiesa di Porto Rotondo (1975) e di quella di
Santa Maria Madre del Redentore di Tor Bella Monaca, a Roma, nel 1988 e
quella del Centro Direzionale di Napoli (1990).
Mostre personali:
Galleria S. Sebastianello, Roma, 1958.
Galleria La Tartaruga, Roma, 1964, 1965, 1966.
Galleria Il Naviglio, Milano, 1966.
Galleria Civica d'Arte Moderna, Torino, 1968.
Galerie des Beaux-Arts, Bruxelles, 1969.
B. Parson's Gallery, New York, 1974.
Studio Marconi, Milano, 1982.
Festival del Teatro Italiano, Fondi, 1989.
Museum of Art, Fukuyama
"Mario Ceroli. Retrospettiva", Bari, Castello Svevo dal Settembre 2003-Gennaio 2004
Galleria Emmeotto, Roma, 2007
Mostre collettive:
Galleria Nazionale d'Arte Moderna, Roma, 1960.
Palazzo delle Esposizioni, Roma, 1965.
Dortmund, Bergen, Colonia, Oslo, Belfast, Edimburgo, 1966.
XXXIII Biennale di Venezia, 1968.
Palazzo delle Esposizioni, Roma, 1970.
Frankfurter Kunstverein, Francoforte, 1971.
Trigon 75, Graz, 1975.
XXXVII Biennale di Venezia, 1976.
Centre Pompidou, Parigi, 1980.
XL Biennale di Venezia, 1988.
XX Biennale del Brasile, San Paolo, 1989.
XII Quadriennale di Roma, 1992.
XLV Biennale di Venezia, 1993.
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