| Deserto / Dazzi Romano |
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DAZZI Romano. Deserto, 1923, carboncino su carta, cm 35x55,5. Firmato e datato
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Romano Dazzi (Carrara 1881 – Pisa 1966) scultore e pittore italiano. Rimasto orfano del padre, proprietario di cave e di un laboratorio per la lavorazione del marmo, giovanissimo iniziò a lavorare come apprendista scalpellino dove acquisì una certa manualità supportata anche da predisposizione artistica e senso delle proporzioni.
Si iscrisse all'Accademia di Belle Arti di Carrara, dove seguì i corsi di Lio Gangeri. Una delle sue prime opere, I costruttori, fu acquistata dalla Galleria Nazionale d'Arte Moderna, e nel 1908 fu chiamato per realizzare la statua del Cardinale De Luca, che si può osservare ancora oggi dentro il Palazzo di Giustizia di Roma. Nell'opera di Dazzi, specialmente quella antecedente la prima guerra mondiale e il decennio dopo, furono preminenti tematiche di carattere sociale di stampo verista, forse influenzato da scultori come i francesi Costantine Meunier, Émile-Antoine Bourdelle e l'italiano Vincenzo Vela. Negli anni 1931-32 scolpisce il colosso marmoreo di Piazza della Vittoria a Brescia. Il colosso, alto 7.50 metri (nove con lo zoccolo), al tempo definito come l'apice dell'abilità espressiva dell'artista, fu rimosso nel 1945 poiché additato come simbolo del regime ed ancora oggi si trova in un magazzino comunale. Negli anni che precedettero la seconda guerra mondiale lavorò, con Gaetano Rapisardi, al progetto del Mausoleo di Ciano a Livorno, rimasto incompleto e per il quale eseguì alcune statue, che però non giunsero mai ad adornare l'opera a causa dello scoppio degli eventi bellici.
L'ultima sua opera è il Dante di Mulazzo in marmo bianco di Carrara
(1966), posto in fregio alle celebrazioni dantesche del 1965. Fra i protagonisti della scultura italiana del Novecento, Dazzi resta in qualche modo danneggiato per il suo accostamento all’ideologia fascista, di cui è stato, in effetti, uno dei più alti e sinceri interpreti. L’artista prova un innato fascino per la poetica dell’eroismo, del lavoro, del gigantismo, esaltata da Mussolini. Ne "Il Marinaio" le volumetrie, la gestualità evidenziata dalle larghe maniche, lcontribuiscono a fare di un uomo semplice un monumentale eroe, pietrificato. La scultura è riferibile all’incompiuto mausoleo che Dazzi concepì fra 1939 e la fine del regime a memoria di Costanzo Ciano, un moderno faro di Alessandria, alto trenta metri, sormontato dal colossale ritratto del gerarca in abito da marinaio, il cui busto, incompleto, ancora giace abbandonato nella cava sull’Isola di Santo Stefano, nell’Arcipelago della Maddalena. Anche nei suoi disegni sono evidenti le doti artistiche e volumetriche che espresse nelle sculture, restando nella memoria degli esperti d'arte sempre un artista di innate qualità. Bibliografia: DAZZI, ROMANO; BECK, WALTER Self-Development in Drawing New York, N. Y. G. P. Putnam's Sons. 1928, First Edition. Cloth, 4to - over 9¾" - 12" Tall, oblong. As Interpreted by the Genius of Romano Dazzi and Other Children with over 100 Illustratons. Nr VG/No Jacket. Disegni di Romano Dazzi / catalogo a cura di Giovanna De Lorenzi ; Firenze, Leo S. Olschki, 1987; 95 p.,56 p.pl, ill. ; 24 ; LIBERO ANDREOTTI, ANTONIO MARAINI, ROMANO DAZZI.Gli anni di Dedalo. Catalog edited by Francesca Antonacci and Giovanna De Feo Rome, 14 may - 26 june 2009 cm 26,5x21,5, pag 85, ill. b/w and color € 20.00 |
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LIBERO ANDREOTTI, ANTONIO MARAINI, ROMANO DAZZI.