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LEVI Carlo. Composizione con ciotole, 1921, matita su carta, cm 46,8x34,6. Datato inbasso a sinistra.
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Carlo Levi (Torino 1902-1975).
La madre, Annetta, era figlia
di Claudio Treves (importante dirigente socialista). Si è laureato in Medicina,
professione preferita è stata, invece, la pittura, e sin dal 1923 ha avuto un
notevole successo come pittore. Nell'ambito Torinese conosce e ne è influenzato
le esperienze politiche di
Gramsci
e Gobetti e si avvicina a
"Rivoluzione Liberale"-rivista di
Gobetti.
Antifascista, fu amico di Carlo
e Nello
Rosselli
e collaborò attivamente
per la diffusione delle idee di "Giustizia e libertà”, a Torino animò il
centro interno "G.L.". Con Nello Rosselli dirigeva un giornale clandestino
"Lotta politica". Questa formazione di base determinerà il suo orientamento
culturale e le sue future scelte.
Nel 1934 era arrestato e l'anno dopo mandato al confino
in Lucania (di qui il suo libro di memorie. Nel 1936, nell'euforia
fascista della conquista etiopica, era graziato. Ma subito riprendeva il lavoro
politico ed emigrava in Francia, rimanendovi fino al 1942. Rientrava
in Italia nel 1943, per prender parte alla Resistenza; qui fu arrestato
una seconda volta. Nel 1944 condirigeva "La Nazione del Popolo" di Firenze,
organo del; cnl 1945 era a Roma come direttore del giornale del Partito d'Azione "Italia libera". In
seguito al successo vastissimo del suo Cristo si è fermato a Eboli, che fu
tradotto subito in molte lingue straniere, e spinto dalla sua grande passione
per i gravissimi e irrisolti problemi dell'Italia meridionale, Levi continuava
attivamente e coraggiosamente la sua attività di giornalista, partecipando ad
inchieste e polemiche politico-sociali sulla arretratezza del Sud e indagandone
e denunziandone le cause economiche e culturali. Di qui la pubblicazione di
altri notevoli volumi, tra cui, Le parole sono pietre.
Scrisse per molti
anni su "La Stampa" di Torino, dimostrando la sua tendenza ad affrontare
i problemi più scottanti del tempo. Nel 1954 aderiva al gruppo neorealista alla
Biennale di Venezia, offrendo notevoli quadri in chiave realistica come la sua
narrativa. Nel 1963 e nel 1968 fu eletto al Senato come indipendente nelle liste
comuniste. Il successo come pittore non è stato inferiore a quello dello
scrittore e del saggista.
Bibliografia sue opere:
Cristo si è fermato a Eboli (1945)
Paura della libertà (1946)
L'Orologio (1950)
Le parole sono pietre (1955)
Il futuro ha un cuore antico (1956)
La doppia notte dei tigli (1959)
Un volto che ci somiglia. Ritratto dell'Italia (1960)
Tutto il miele è finito (1964)
Coraggio dei miti. Scritti contemporanei 1922-1974 (1975)
Contadini e Luigini, con i disegni satirici di Levi per l’ ”Italia
socialista” di A. Garosci (1975).
Bibliografia:
C.L. Ragghianti, Carlo Levi , Firenze, 1948.
Carlo
Levi. Disegni dal carcere 1934. Materiale per una storia, catalogo della mostra, Roma,
1983;
Carlo Levi. Opere dal 1923 al 1973, catalogo della mostra, Perugia, 1988;
Gardens
and Ghettos, catalogo della mostra a cura di .V. B. Mann, contributi di E. Braun, F. R .
Morelli, New York 1989, Ferrara 1990 (con il titolo I Tal Yà);
Arte della libertà,
catalogo della mostra a cura di F. Sborgi, Genova 1996.
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