Uovo / Cintoli PDF Stampa E-mail

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CINTOLI Claudio, Uovo, 1973, tecnica mista, cm 71x57. Autenticata e pubblicata.

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Claudio Cintoli (Imola 1935-Roma 1977). Consegue la maturità scientifica nel 1954 e si iscrive alla facoltà di Architettura a Roma, nel 1956 interrompe gli studi universitari e si iscrive all'Accademia di Belle Arti, effettua soggiorni all'estero visitando le capitali europee dove si forma attraverso le suggestioni dell'informale, nuovo realismo, pop art ed incursioni nelle avanguardie storiche. Negli anni ’60, Piazza del Popolo era il centro gravitazionale di artisti e intellettuali, una cornice nella quale s’intrecciavano tanti e diversi percorsi creativi che hanno prodotto la storia dell’arte, non solo visiva ma anche cinematografica, musicale e letteraria da quegli anni fino a oggi. È in questo contesto che prende le mosse e si sviluppa il lavoro di Claudio Cintoli.

La mostra realizzata nel 2008 "Claudio Cintoli - La solidità del volo" a cura di Daniela Fonti presso la Galleria Emmeotto di Roma,ha esposto una selezione di trentasette opere, realizzate tra il ‘58 e il ‘77, ripercorrendo le principali tappe di una parabola creativa caratterizzata dall’estrema versatilità nella scelta degli strumenti espressivi (scultura, pittura, assemblage, collage, performance), nella quale la ricerca di un linguaggio individuale appare indissolubilmente annodata alle istanze dei più importanti movimenti artistici degli anni ’60 e ’70.
Le prime opere, della fine degli anni ’50 come 8° km Nomentana e Bianco C, si pongono sulla scia dell’informale, nelle superfici materiche dense di pigmento; seguono gli assemblage e i collage di carte, oggetti e pittura combinati insieme, a colmare il gap tra arte e vita, tra i quali Temporale e Mystère del 1964 (anno del trionfo di Rauschenberg alla Biennale veneziana). Alla fine degli anni ’60 risalgono una serie di lavori plastici, quali Nodo (ora al MART di Rovereto), Chiodo fisso, Peso morto, che si sviluppano nel clima della nascente Arte povera.

 L'aspetto più immediatamente qualificante è certamente la molteplicità degli interessi e delle pratiche di media, e persino un provocatorio sdoppiamento della personalità d'artista”, diceva Crispolti nel 1978, in occasione della presentazione del catalogo generale di Cintoli, riferendosi all’invenzione del personaggio di Marcanciel Stuprò, alter ego dell’artista, il cui nome si genera da un gioco di parole fra stupor e Marcel Proust. Il gusto per il gioco linguistico, spesso sarcastico, e del non sense che si riscontra nella scelta dei titoli delle opere di Cintoli ha certamente una matrice dada e surrealista; la centralità dell’inconscio è inoltre sancita dalle stesse parole dell’artista che individuava l’origine del suo lavoro nel “dare corpo a incidenti onirici”.
Rilevante in un buon numero di opere dei primi anni ‘70 è la presenza dell’uovo, figura simbolica manipolata e interpretata variamente dall’artista, protagonista della grande composizione UovoNuovo, articolata in sette pannelli con piccole nicchie che ospitano uova di struzzo e foto di embrioni. Il tema della nascita è centrale anche nel video, tra i primi realizzati in Italia, Crisalide (1972), nella quale l’artista chiuso in un sacco di juta lacera la tela e fuoriesce, come dal grembo materno, tornando alla vita.

I due uccelli in volo, disegnati a grafite, rappresentano il poetico saluto di Cintoli alla vita e all’arte e sono fra le ultime prove realizzate sul finire degli anni ‘70. Alcune delle opere presentate in mostra sono disponibili su questo sito.

 

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