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ALOISIO DA VASTO, Carlo. Festa di paese (Vasto), 1938, olio su tela, cm 128,5x98,5. Firmato e datato in basso a destra.
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Carlo ALOISIO DA VASTO (Vasto 13 Aprile 1892-Roma il 21 Novembre 1971). Ha participato a molte collettive, Biennali, Quadriennali e mostre internazionali, a personali e postume organzzate su di lui.
Nel 1908 all’età di sedici anni espone per la prima volta, poi lascia la sua casa di Vasto per venire a Roma dove nel 1927 sposa Elisabetta Mayo, scultrice, allieva di Vincenzo Gemito.
Pittore, incisore, illustratore, disegnatore di arti applicative, critico e scrittore. Nel 1910 esordisce come xilografo, collaborando ai periodici "La Rivista d'Oggi", L'Attualità, Il Romanzo dei Piccoli. Conclusasi la prima guerra mondiale pubblica un album di dodici "Xilografie suggerite dalla guerra". Negli anni successivi lavora come illustratore per "Noi e il Mondo", "Emporium", "Satana Beffa", "Ragazzi d'Italia", "Cuor d'Oro", "Corriere dei Piccoli" e il "Giornalino della Domenica", e per gli editori Carrabba, Mondadori, Trevisani, Maffei e Berlutti. Tiene numerose personali a Losanna, New York, Buenos Aires; espone alla Mostra Internazionale dell'incisione moderna a Firenze (1927), all'internazionale dell'incisione a Los Angeles (1930-1932), alla I Mostra di incisione (1931) e alla Mostra di >Disegno al Circolo Artistico (1935) a Roma. Nel 1923 è a Monza alla Mostra Internazionale d'arte Decorativa con gli arazzi realizati su suo disegno da tessitore aquilani. Espone alla I Quadriennale di Roma.
Ideatore e compilatore dell'"Almanacco degli Artisti. Il Vero Giotto" che viene pubblicato negli anni 1930-31-32-33. Nel 1935 gli viene affidato l'incarico di creare ed allestire la Sezione Moderna del Museo di Roma. Successivamente diviene direttore e conservatore del Museo, nonché direttore del Palazzo delle Esposizioni e della Galleria Comunale d'Arte Moderna per la quale acquista opere d Socrate, Trombadorei, Donghi, Scipione, Mafai, Melli e di altri artisti.
Nel 1950 propose al Comune di Roma ottenendolo, il trasferimento del Museo della Galleria nella sede attuale d Palazzo Braschi. Curò egli stesso la direzione del restauro del Palazzo e la sistemazione delle opere museali, documentative ed artistiche.
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